Diario IOAI 2026

Сәлем!

Per la prima volta, l’Italia prende parte alla International Olympiad in AI. Risulta quindi evidente a tutti i componenti della delegazione nazionale la necessità di documentare minuziosamente ogni avvenimento che li interesserà nel corso della permanenza in Kazakistan.

Come da tradizione, però, cominciamo dalle presentazioni:

Day 0

I nostri protagonisti si incontrano all’aeroporto di Milano Malpensa, dove ben presto si fa notare l’assenza di ITA-3, rimasto bloccato per disguidi sulla linea che porta al suddetto aeroporto.

Dopo qualche minuto (30 \le \textrm{qualche} \le 45) di attesa, al nostro eroe gli viene comunicata la soppressione del servizio ferroviario di cui stava usufruendo e la necessità di terminare il tragitto attraverso un servizio autobus sostitutivo che sarebbe passato “da lì a poco”.

Come i nostri lettori più arguti avranno potuto immaginare, il servizio sostitutivo promesso non fu mai avvistato. Il nostro prode ITA-3, però, con il suo illimitato carisma, procede a individuare una turista polacca che gentilmente si offre di accompagnarlo all’aeroporto tramite il passaggio auto gentilmente concesso dal fratello di un suo conoscente di origine sarda.

Giunto con un’abbondante mezz’ora di ritardo in aeroporto, ha finalmente inizio l’avventura della delegazione. E quale miglior modo di iniziare se non con un’interminabile coda? Ebbene sì, a causa di una evidente skill issue carenza di personale, il check-in impiega notevolmente più del previsto. Nell’attesa, peraltro, il fido ITA-3 nota di avere all’interno del suo zaino una bottiglia di tè da un litro, che decide di consumare celermente prima di procedere ai controlli di sicurezza, temendo che gli venga chiesto di buttarla.

Alcune valigie dei protagonisti.

Quanti minuti mancavano alla chiusura del gate quando i nostri protagonisti sono finalmente giunti ai controlli di sicurezza?

  • più di 60
  • tra 30 e 60
  • tra 15 e 29
  • tra 5 e 14
  • meno di 5
  • il gate aveva già chiuso 5 minuti prima
  • il gate non è mai esistito
0 votanti

Nonostante gli imprevisti, la delegazione italiana riesce ad arrivare al gate, approfittando dell’occasione per dilettarsi in una salutare corsa.

Superati gli ultimi ostacoli, finalmente i nostri eroi riescono a sedersi in aereo. Durante la tratta viene perfino offerto uno spuntino per cenare: la scelta proposta dagli assistenti di volo è fra dolce e salato, ma quasi tutti i protagonisti del diario hanno le idee chiare — preferiscono il dolce.

Le prelibatezze offerte durante il volo.

Chi è il temerario che ha deciso di gustare lo spuntino salato?

  • ITA-1
  • ITA-2
  • ITA-3
  • ITA-4
0 votanti

A ITA-TL sono stati forniti entrambi.

Giunti dunque a Varsavia, un’altra ardua impresa aspetta la delegazione: superare il controllo dei passaporti, attraversare l’aeroporto e giungere in tempo presso l’imbarco del volo che finalmente l’avrebbe portata ad Astana. Come sempre, i nostri prodi eroi riescono senza particolari difficoltà a portare a termine la missione, e anzi arrivano addirittura qualche minuto prima dell’apertura del gate, avendo quindi l’opportunità di incontrare i rappresentanti di alcune altre nazioni.

Finalmente, riusciti a salire sull’aereo, i protagonisti tirano un sospiro di sollievo: ce l’hanno fatta! Sono già le 23:30, eppure l’aereo non parte ancora (sarebbe già dovuto essere in volo da mezz’ora): a quanto pare, devono ancora essere caricati in stiva numerosi bagagli.

La mezzanotte scocca, e i protagonisti, esausti dalla lunga giornata di viaggio, decidono di concedersi un sonnellino in attesa della partenza dell’aeromobile.

Curiosità del giorno: dopo aver già preso parte alla competizione (pur senza documentarla…), è solo oggi che ITA-2 ha realizzato che IAIO non si legge I-A-I-O, bensì AI-EI-AI-O (vi sfidiamo a ripeterlo tre volte di fila).

8 Mi Piace

Day 1

Il giorno, nonostante le tre ore perse a causa del cambio di fuso orario, si è dimostrato particolarmente ricco di avvenimenti.

Il popolo italiano si risveglia sorvolando il deserto kazako. Poche ore prima la cena era stata servita: una misteriosa scatola rossa a tutti i passeggeri (quelli comuni: ITA-TL ha invece riceuto degli otimi gnocchi). Secondo la preziosa testimonianza di ITA-1, tuttavia, anche il nostro pasto era effettivamente élite.

La scatola rossa.

Con l’odore dei soliti panini dell’aereo, tutti si innalzano prima dell’atterraggio, iniziando ad avere i primi problemi di fuso orario.

Dopo un rapido controllo alla frontiera, è arrivato il momento più divertente della giornata (ITA-{1, 2} sono rimasti all’oscuro di questa scelta di parole): il recupero dei bagagli.
Dopo alcuni minuti di attesa, ITA-{3, 4, TL} recuperano le valigie, ognuna con almeno 5 minuti di ritardo (ITA-3 ha perso la targhetta…).

La sorpresa arriva quando smettono di uscire valigie dal marchingegno. Con la conferma (in kazako) di un addetto del luogo, passiamo i successivi 40 minuti in aeroporto per chiedere info sulle valigie disperse di ITA-{1, 2} (vi ricordate perché c’è stato ritardo?).

Quante valigie sono state disperse in quel singolo volo?

  • [2, 4]
  • [5, 7]
  • [8, 10]
  • [10, 15]
  • [16, +∞)
0 votanti

P.S.: Avete presente l’immagine dei bagagli? Ad ora è stata la foto più clutch del viaggio.

Usciti dall’aeroporto, gli avventurieri vengono immediatamente caricati sul bus diretto al KNUS (Kazakh Naional University of Sports, che per il resto del viaggio sarà chiamato con la sigla solo per come suona). Poveri olandesi, abbandonati alla ricerca delle proprie valigie disperse…

Ora, un’immancabile foto nel bus:

Conoscete qualche stemma?

Finalmente arrivati al KNUS, il gruppo si accorge del problema più grande: hanno perso la colazione. Gli eroi, stremati e abbattuti dalla novità, decidono di consolarsi con le stanze. Gli inquilini sono ITA-{1, 2, 4} da un lato e ITA-{3, TL} dall’altro. Ovviamente, una chiave per stanza.

La tranquillità ricercata si palesa impossibile dal primo momento: viti, parti di muro e una piacevole pioggia nel bagno. Così inizia la prima delle varie interazioni con la reception per riparare le camere. Purtroppo la nostra skill issue si può notare nella quantità di foto che abbiamo fatto come documentazione:

Tutte le foto delle stanze.

L’odissea non ha potuto fermare i protagonisti dal primo momento felice della giornata: il pranzo. Il gruppo al completo si dirige verso il luogo, e là, oltre al badge (ovviamente secondario), ottengono quattro SIM kazake. ITA-3 cede la propria a ITA-TL e, durante la cena, notano una SIM a terra incustodita. Parlano apertamente (in italiano) della persona che stava per perdere la SIM, osservando la sua palese distrazione. Tornando ai dormitori, ITA-TL cerca la propria SIM ma, come vi potrete ormai immaginare, l’ha persa. Ovviamente la situazione è stata particolarmente comica.

P.P.S.: Ufficialmente nei badge ITA-{1, 2, 3, 4} diventano ITA-010{1, 2, 3, 4}. Purtroppo la CPFED non è ancora a conoscenza della corretta convenzione: questo diario potrebbe insegnare.

Il lauto pasto si corona con una relativa pennichella post fuso orario. Alcuni provano a far funzionare la SIM, con pochi risultati: nessuno la ha ancora attivata.

Adesso arriva il pomeriggio, e quale cosa migliore da fare se non fare shopping? Ebbene, se non vi foste dimenticati delle valigie smarrite, questo suonerebbe del tutto normale. Arrivati tramite Uber Yandex Go ad un centro commerciale, le leggende italiche passano il pomeriggio come un comune fine settimana, con un terzo delle ore di sonno. ITA-1 usa il pieno del proprio risarcimento dell’assicurazione, mentre ITA-2 rimane più parsimonioso.

Quale percentuale x dell’assicurazione ha speso ITA-2?

  • x = 0%
  • 0% < x ≤ 5%
  • 5% < x ≤ 15%
  • 15% < x ≤ 30%
  • 30% < x ≤ 50%
0 votanti

Ecco alcune foto incredibili del centro commerciale:

Una volta tornati al KNUS, i migliori si recano alla caffetteria per la cena, incontrando per la prima volta KAZ-G, la guida di alcune nazioni tra cui l’Italia, che avrebbe dato informazioni sui giorni a seguire e avrebbe risolto i vari problemi dei gruppi. Solo grazie a lei infatti abbiamo ottenuto le magliette dell’evento (con particolare sollievo da parte di ITA-{1, 2}, vi lasciamo capire perché).

Quanto agli zaini e ai gadget delle IOAI, l’autore di questa giornata ha deciso di sorvolare l’accaduto, e dirà semplicemente che dopo un po’ abbiamo trovato il tutto.

P.P.P.S.: In KAZ-G, “G” sta per Guide Liaison, ovviamente. Anche su questio CPFED ha da imparare.

P.P.P.P.S.: Per trovare KAZ-G dopo la cena, abbiamo fatto su e giù almeno 3 volte, finendo con un comico “Sono davanti alla vostra stanza” (un minuto prima non c’era).

La giornata termina. I valorosi non reggono più di una partita a scala 40, e piano piano tutti si addormentano.

La giornata finisce con pochi neuroni ancora attivi, e ITA-3 decide di mettere i suoi sandali sul davanzale per ascigarli dall’avvenimento a Zurigo.

P.P.P.P.P.S.: ITA-3 trova anche ben due succhi abilmente nascosti nello zaino da cui aveva avuto tanta fretta di terminare il tè prima dei controlli aeroportuali: fortunatamente, i liquidi evidentemente sono ammessi a Malpensa.

I succhi segreti.

Curiosità del giorno: l’acqua kazaka non è potabile. Per questo il gruppo ha deciso di fare scorta:

È fondamentale bere due litri d’acqua al giorno.

6 Mi Piace

Day 2

Anche oggi, la giornata si è rivelata più movimentata di quanto sperato. Sfortunatamente, è possibile che la narrazione della giornata si sia tramutata in un wall of text, ma potete essere certi del fatto che sia al 0\% AI slop.

La mattina dei nostri avventurieri si apre con una sveglia alle ore 5:45 (orario locale), in vista della impegnativa giornata che si prospetta. Un messaggio di KAZ-G, inviato alle 6:33, ricorda ai nostri prodi eroi che è necessario presentarsi per la colazione alle 6:30, anche in vista dell’imminente Practice Round.

Fatta una (non troppo) veloce colazione, i protagonisti si incamminano verso la sala di gara, presso cui vengono perquisiti e privati di tutti i loro possedimenti, per poi sistemarsi alle proprie postazioni. Pur essendo giunti con un’abbondante mezz’ora di ritardo, i numerosi problemi tecnici e organizzativi permettono alla delegazione di non essere notata.

Usciti dalla sala di gara, i nostri eroi salgono sullo stesso pullman che li aveva già accompagnati fino al KNUS il primo giorno, questa volta per giungere alla sala congressi che ospiterà la cerimonia di apertura. Per motivi ancora ignoti, tuttavia, il loro viaggio viene interrotto a poche centinaia di metri dalla partenza, rimanendo fermi per oltre mezz’ora. Nel frattempo, vengono individuati dall’altra parte della strada gli altri pullman che erano partiti pochi minuti prima, scortati dalla polizia locale:

Il ritorno con notevole anticipo dei pullman.

Finalmente giunti a destinazione, però, i protagonisti sono costretti a subire altre 2 ore di attesa prima dell’inizio della cerimonia, interrotti ogni pochi minuti da KAZ-G che ricorda loro la necessità di rimanere immobili sotto a una scala, punto di ritrovo del gruppo. Giunta finalmente l’ora di entrare, le sfide non finiscono: l’ingresso nella sala della cerimonia viene bloccato per ben tre volte dalla sicurezza, che, a ogni tenativo di entrata, decideva che qualcosa di diverso non andava.

Dopo essere tornati in base per un veloce pranzo, gli avventurieri si preparano a partecipare al primo round della Team Challenge, che inizia puntualmente con un ritardo di un’ora. La sfida consistere nell’addestrare un robot virtuale a posizionare 4 prodotti sugli appositi scaffali, tutto in un ambiente 3D in full ray tracing. Anche per questa gara, la sicurezza si è dimostrata particolarmente severa, non permettendo nemmeno l’ingresso con addosso le chiavi delle proprie camere, nonostante non fossero presenti limitazioni sull’accesso a risorse in rete o altri materiali. Ovviamente i nostri protagonisti, nel rispetto della moralità della competizione, decidono subito di fare più account di IA possibili e di iniziare a fare prompt engineering, ma non prima di chiamare più volte lo staff per assicurarsi che fosse effettivamente tutto consentito.

Mentre ITA-1 e ITA-4 cercano di promptare i vari agenti e comprendere qualcosa nella codebase iniziale estremamente sloppata della challenge, ITA-2 e ITA-3 decidono di scoprire a mano come funziona l’ambiente di gara. Per questo motivo, le prime 3 ore di gara risultano piene di disperazione, tra problemi tecnici e mentali, vedendo i nostri eroi sempre più convinti che non ci fosse alcuna speranza, quando, all’improvviso, compreso il funzionamento di tutto il programma che era stato fornito finalmente come copiare la logica necessaria dagli esempi, decidono di passare le restanti due ore ad addestrare e overfittare il modello. Dopo aver osservato, a 2 secondi per frame, che il robot, tra uno spasmo e l’altro, riusciva effettivamente a sistemare i prodotti, decidono quindi di provare a inviare gli oltre 70GB di soluzione generata, con tanto di README informativo strettamente richiesto dal regolamento e contenente le minime informazioni necessarie.

Inutile dire che, come d’altronde già sperimentato durante la mattina, l’invio della prova non risulta così lineare, tanto che dopo aver atteso ben 15 miunti davanti a un “Caricamento… 0%”, i nostri eroi sono costretti a lasciare la stanza senza sapere se effettivamente sia stata registrata la loro sottoposizione o meno.

Terminata infine la competizione, dopo una brevissima cena, tutti i nostri eroi si recano a dormire, anche in vista degli orari che li aspettano il giorno dopo (in particolare ITA-TL, il quale deve presentarsi alle 5:30 per la traduzione degli statement).

Curiosità del giorno: ITA-3, che dormirebbe nella stessa stanza di ITA-TL, per lasciare maggiore libertà al povero mattiniero non essere disturbato dalla sveglia, decide di dormire sul pavimento di ITA-{1, 2, 4}, costruendo un materasso fai-da-te con una pila di piumoni rubati ai letti degli inquilini. Alla fine, è lui la persona che dorme nel letto più comodo di tutti.

5 Mi Piace

Day 3

La mattina inizia alle 7:30, con ITA-3 che si risveglia dal suo comodissimo letto. È questo lo spirito con cui verrà affrontata la giornata. Ma andiamo con calma.

Comodamente richiudibile, come in foto.

Gli eroi italici escono dal sonno consapevoli di dover affrontare la prima giornata di gara individuale. Verso le 8:00 iniziano i primi movimenti dei protagonisti, che si dirigono poi al Cafè per una rapida colazione.
Due avventurosi, nel tentativo di ottenere zuccheri utili per la gara, decidono di avvalersi di un succo rosso misterioso: chi sono?

  • ITA-1
  • ITA-2
  • ITA-3
  • ITA-4
  • ITA-TL
0 votanti

La bontà del succo è evidente dal fatto che tra il primo sorso e la fine della colazione, il livello rimane uguale. Intanto, si fa tardi e la delegazione si affretta a raggiungere la Contest Hall, già pronta e con la mentalità di gara. I contestant italici rimangono quindi spiazzati quando una maglia verde (personaggio schiavizzato dall’organizzazione volontario) li approccia dicendo che la gara è spostata di un’ora, e scortandoli via invitandoli caldamente ad allontanarsi.

Ormai abituati ai tempi biblici delle preparazioni dei contest, accettano il loro destino. Come accordato, tornati un’ora dopo, passati i vari metal detector, si ritrovano dentro la stanza della gara, 40 minuti prima dell’inizio (è stata nuovamente rimandata). I prodi avventurieri si riuniscono quindi insieme a chiacchierare per passare il tempo. Presto vengono però separati, su richiesta delle maglie verdi, perché la direttiva ufficiale appena approvata è “agire come se il contest fosse iniziato” e quindi rimanere ai propri posti in silenzio.

Sulla scrivania i contestant hanno a disposizione 4 cartellini colorati, per chiamare lo staff:

  • WC
  • Tech support
  • Emergenza
  • Richiesta acqua.

La gara comincia, e vengono presto fornite lattine di Zigi-Zagi (bibita locale) di gusti assortiti ai partecipanti.

Due superstiti della gara.

La piattaforma di gara è poco robusta, e periodicamente muore per tutti: niente submission e niente editor. In questi momenti, si alzano centinaia di cartellini del Tech support, in una danza coordinata. Puntualmente, i volontari++ (abilitati al supporto tecnico) si recano a rassicurare i contestant che “è completamente regolare che la piattaforma di gara vi annulli il salvataggio. Basta solo ricaricare la pagina e perdere tutti i progressi per fixare”.

Alle 16:15, dopo oltre un’ora di tempo aggiunto per compensare disguidi tecnici, la gara termina, e dopo essersi ricongiunto con ITA-TL, il gruppo discute dei problemi, per poi recarsi alla zona ping pong. La skill issue dei giocatori diventa ovvia quando, in partite in doppio, non riescono a completare uno scambio di più di 5 secondi. Subito però l’attenzione si sposta, perché esce una notizia incredibile: la Team Challenge è annullata, e i team che passano al round successivo sono selezionati per lotteria. Il motivo? Dato che l’AI era permessa durante la gara, qualche team aveva comprato il piano di Claude Max tirando fuori la carta di credito mid gara, e moltissimi avevano completamente vibe-codato la soluzione. Chi se lo sarebbe mai potuto immaginare?

Mentre i protagonisti dovevano ancora elaborare questa informazione, viene leakata la leaderboard pubblica della gara individuale. Notano tra l’altro punteggi sbagliati su alcuni task, per cui si preparano a inviare appeal alla giuria. Le discussioni sui punteggi e le possibilità di medaglia continuano anche a cena, dove viene rifilata la stessa carne dei giorni precedenti camuffata con un nome diverso, e il team italiano incontra quello olandese, anch’esso colpito dalla perdita delle valigie (avevano preso lo stesso volo, ricordavate?). Entrambe le squadre sono nella stessa situazione: l’aeroporto non ha informazioni sui bagagli.

Salutati gli olandesi, gli italici trovano ITA-TL, che li delizia con i racconti della General Assembly, svoltasi durante la cena (ebbene sì, i team leader non dispongono del privilegio di cenare). Tornati in camera, submittano gli appeal nella speranza di giustizia. In particolare, ITA-1 tenta di ottenere un vantaggio strategico nell’appeal. Chiede infatti di correggere il suo punteggio indicando la cifra vera ma arrotondata per eccesso.

L’ultimo avvenimento significativo della giornata è in bagno: il rubinetto non dà segni di vita. Anche dalla doccia non esce acqua. Presto il team scopre che in tutta la città manca acqua per un malfunzionamento alle tubature. Chi è l’eroe che ancora doveva farsi la doccia?

  • ITA-1
  • ITA-2
  • ITA-3
  • ITA-4
0 votanti

Curiosità del giorno: usciti dalla gara, avvicinandosi ai banchi degli sponsor, i nostri eroi scoprono che Zigi-Zagi non solo produce lattine di bibite gassate e non, ma anche gustose (forse?) chips di frutta, che si trovano disseminate all’interno di tutta la hall degli sponsor.

6 Mi Piace

Day 4

Continua la narrazione dell’esperienza kazaka, straordinariamente in orario anche oggi. Incredibile come ancora gli italici non si siano adattati alla tradizionale ora (almeno!) di ritardo tipica del luogo.

Non essendoci particolari attività in programma per la prima mattinata (purtroppo la squadra non ha vinto la lotteria…), fatta eccezione per una veloce visita ad Alem.ai, i nostri eroi, con la speranza di poter dormire qualche minuto in più, avevano deciso di puntare la sveglia mezz’ora più tardi del solito.

Ovviamente, al risveglio il primo messaggio che trovano è proprio di KAZ-G, che li informa che (probabilmente per l’unica volta nella loro permanenza kazaka) gli autobus che li avrebbero accompagnati alla destinazione della visita mattutina sarebbero partiti in meno di 30 minuti, addirittura in anticipo rispetto alla tabella di marcia.

La delegazione dunque si precipita a consumare la propria colazione quanto più velocemente possibile, solo per scoprire che, naturalmente, gli autobus non hanno la minima intenzione di partire. Ormai pronti per muoversi, anche considerando le gocce di pioggia che iniziano a cadere, i prodi avventurieri decidono di sedersi in autobus, che trovano già gremito di altri partecipanti, anche questi ingannati dalle proprie guide speranzosi di poter partire in orario. Inutile dire che la partenza è puntualmente in ritardo di 45 minuti. Fortunatamente ITA-4 decide di intrattenere l’intero gruppo facendo mostra della sua skill issue nel giocare a Geometry Dash.

Finalmente giunti a destinazione, i protagonisti si trovano quindi di fronte all’edificio di Alem.ai (azienda di cui ancora adesso non è ben chiara la finalità), dove alcuni dei volontari cercano, non con molto successo, di dividere in tre file indiane la massa indistinta di individui appena scesi dagli autobus.

Sì, ITA-1 e ITA-2 non disponevano di alcun capo d’abbigliamento per coprirsi dalle precipitazioni.

La pioggia, da qualche sporadica goccia, si fa più intensa, e le tre file createsi poco prima si ricompongono nella solita massa informe, provocando la disperazione degli sfortunati volontari che hanno avuto il destino di fungere da accompagnatori.

Una volta entrati dentro l’edificio, gli eroi vengono subito accolti da una quantità indescrivibile di monitor ricchi di visualizzazioni di “Intelligenza Artificiale” con un’accuratezza di un film di Hollywood. L’overstimulation causata dal gameplay di Geometry Dash non è in alcun modo paragonabile a quella causata dalla prolungata esposizione alle animazioni mostrate nella hall.

Non ci vuole molto tempo agli italici per rendersi conto che l’intero edificio è stato generato da un’intelligenza artificiale e, pertanto, tutto ciò che si trova attorno a loro non può che essere AI slop. La guida accompagna i visitatori attraverso il “museo della singolarità”, ovvero un’esposizione divulgativa relativa al funzionamento di una rete neurale, a sua volta generata da una rete neurale. Quale percentuale di installazioni non contiene un em dash (—) nella propria descrizione?

  • 0%
  • 5%
  • 15%
  • 25%
  • 50%
  • 75%
  • 100%
0 votanti

La guida presenta al gruppo, inoltre, l’assistente virtuale di Alem.ai, una mascotte che si colloca in piena uncanny valley e che sfortunatamente non si dimostra molto competente: non è infatti in grado di implementare interamente un segment tree, dimostrando che, almeno in questa prima ala del museo, di singolarià non c’è molto.

Alcune attrazioni di Alem.ai

Terminata la visita guidata, gli eroi vengono subito presi dai volontari e guidati verso l’uscita del museo, dove si trovano prevedibilmente costretti ad aspettare una mezz’oretta, come da tradizione, prima di poter uscire. Ne approfittano però per apprezzare ulteriore codice generato in diretta sul maxischermo al centro della struttura.

Domanda bonus: ignorando la sintassi, il codice del quicksort ha almeno un bug. Cosa potrebbe non funzionare?

Con perfetto tempismo, appena usciti dalla struttura, un acquazzone investe i protagonisti, che peraltro scoprono che l’autobus su cui stavano per salire è pieno. Riescono a imbucarsi in un furgoncino, che li porta alla residenza sani, salvi e bagnati.

Il pranzo procede nella norma, quando a un certo punto ITA-1 viene interrotto da un messaggio: un bagaglio (con grande probabilità suo) è stato consegnato all’aeroporto! Alla luce di ciò, ITA-2 procede a inviare un ulteriore messaggio all’ufficio bagagli smarriti (il terzo in due giorni), che in pochi minuti riceve una risposta — ovviamente in Kazako — il cui significato sembra essere proprio che anche la sua valigia è stata finalmente consegnata all’aeroporto.

Grazie al provvidenziale intervento di KAZ-G, che esonera ITA-{1, 2, TL} dall’assistere alla conferenza dell’UNESCO sull’intelligenza artificiale, i tre si dirigono verso l’aeroporto (sempre tramite l’affidabilissimo Yandex Go), nella speranza di trovare davvero i bagagli da tanto smarriti.

Nel frattempo, ITA-{3, 4} si dirigono verso l’anfiteatro blu, dove si sarebbe tenuta la conferenza dell’UNESCO. Di quanto inizierà in ritardo?

  • 15 minuti
  • 30 minuti
  • 60 minuti
  • 120 minuti
  • La conferenza è stata annullata.
0 votanti

L’anfiteatro blu, o così si dice.

Contemporaneamente, gli avventurieri giunti all’aeroporto si incamminano verso l’ufficio bagagli smarriti, dove trovano un individuo che prova a comunicare con loro indicando su un foglio delle parole non strettamente correlate alle informazioni chieste, provando nel frattempo a spiegare, in kazako, la situazione. Inutile dire, naturalmente, che l’unica persona che fosse in grado di parlare inglese e kazako nell’aeroporto era in “technical break” per altri 15 minuti, motivo per cui i protagonisti italici si ritrovano costretti a spiegare il loro problema a gesti.

Nel giro di cinque minuti, finalmente, ITA-1 e ITA-2 riescono a riavere le proprie valigie, intere e con tutti i vestiti per la settimana (di cui rimangono una manciata di giorni). Il problema diventa quindi riprendere lo Yandex Go: non solo, mentre erano all’aeroporto, si è messo a piovere di nuovo, ma la posizione da cui sarebbero stati presi non risulta chiara a nessuno. Ciononostante, fattisi coraggio e bagnandosi inaspettatamente meno di quanto non fosse successo durante l’escursione mattutina, riescono a rientrare al KNUS, dove vengono calorosamente accolti da ITA-3 e ITA-4, scappati nel frattempo dalla conferenza.

Ma non finisce qui! Infatti, la serata è caratterizzata da attività varie. Tra le più importanti ricordiamo la gara di squat, alla quale ITA-TL prende parte scalando rapidamente la classifica grazie a un numero di ripetizioni decisamente elevato (soprattutto considerando i 50 kg di zavorra).

Caratteristico copricapo kazako.

La cena chiude la giornata dei nostri eroi. In particolare, ITA-1 e ITA-2 non vedono l’ora di sperimentare l’esperienza di dormire con un pigiama, motivo per cui i protagonisti rientrano in camera non molto dopo cena e — srotolato il letto di ITA-3 — si mettono a dormire, pronti per il prossimo giorno.

Curiosità del giorno: forse non tutti sanno che, effettivamente, KAZ-G ha anche un nome: Қарақат! L’adorata guida, infinite volte di supporto agli italici, merita in fin dei conti un onesto riconoscimento.

Tuttavia, per paura di sbagliare pronuncia, ITA-3 fa intelligentemente notare che questo è facilmente interscambiabile con Karakas, senza dubbio con meno ambiguità nella pronuncia. Tale nome sarà peraltro ben noto ai più esperti giocatori di Magic: the Gathering

“P.S.: Sapevate che Magic è turing completo?”

5 Mi Piace

Day 5

L’avventura dei prodi avventurieri sta giungendo al termine, ma resta ancora un’altra grande sfida da superare.

Dopo una veloce colazione, i nostri eroi si preparano per la seconda parte della gara individuale, incominciata con sorprendente puntualità: solo 45 minuti dopo l’inizio previsto. Anche questa volta non sono mancati problemi tecnici, ma la piattaforma di gara si è rivelata molto più stabile. In particolare l’editor non si disconnette più ogni 10 minuti e anche le submission vengono processate al più entro 20 minuti dall’invio (incredibile!). La commissione tecnica avrà senz’altro chiesto di “fixare l’ambiente di gara, no mistakes”.

Al termine della competizione, dopo essersi ricongiunto con ITA-TL, il gruppo discute brevemente dei problemi e dei risultati ottenuti, che si rivelano molto migliori di quelli della prima gara. Infatti tutti i protagonisti riescono a ottenere un punteggio maggiore della baseline su ogni problema proposto: ITA-4, in particolare, riesce in un recupero estremo (stando a punteggi che — come visto per la prima gara — sono tutt’altro che definitivi e verranno modificati almeno altre cinque volte) rispetto ai risultati ottenuti nella prima competizione, anche grazie a una poderosa lamerata nella quinta task. Purtroppo la discussione non può proseguire ulteriormente perché i nostri eroi devono affrettarsi a salire sul pullman diretto al ComicCon Astana 2026.

Arrivati a destinazione, i volontari forniscono maschere da Stormtrooper, obbligando tutti i partecipanti ad indossarle. Questo si rivela essere un grosso problema per ITA-{1,2,3,TL} a causa degli occhiali, motivo per cui decidono di limitarsi a tenerle sopra la testa per il tempo strettamente necessario a passare la verifica delle guide (o, come CPFED continua a chiamarle, Liaison). Una volta all’interno, i nostri avventurieri provvedono immediatamente a disperdersi e perdersi. Fortunatamente, dopo non meno di 10 minuti, riescono a ricongiungersi e prendono posto nello stadio in cui sta avvenendo la competizione per il miglior косплей (per chi non fosse molto pratico con il cirillico, si tratta ovviamente di una competizione di cosplay). Il particolare che viene subito notato, però, è uno degli sponsor dell’evento: Chupa Chups.

La visuale dai comodi posti dei nostri eroi.

A venti minuti dalla fine della competizione i rocamboleschi protagonisti decidono di andare a cercare gli stand dell’evento. In considerazione dell’assoluta assenza di indicazioni, iniziano ad esplorare tutti i piani, che si rivelano essere sempre più desolati. Dopo aver visitato tutto l’edificio ed essersi accertati della mancanza dei suddetti stand, decidono di cercare su internet i dettagli dell’evento, scoprendo che questo era stato diviso in due sedi, e che quella che a loro interessava si trovava a ben 20 minuti di distanza.

Sconfitto, il gruppo inizia a incamminarsi verso il pullman del ritorno, che sarebbe dovuto partire poco più tardi. Inutile dire che così non fu. In piena puntualità kazaka, infatti, la partenza viene ritardata di una mezz’oretta.

Una volta tornati al KNUS, dopo aver posato le maschere da Stormtrooper, i nostri avventurieri si precipitano a cena, povera di eventi, per poi avviarsi in camera. Prima di andare a dormire, per distaccarsi un po’ dal machine learning, ITA-{2, 3} decidono di insegnare a ITA-{1, 4} il funzionamento di una DSU (Disjoint Set Union). ITA-4, peraltro, decide di dilettarsi in una sua implementazione di DSU, imbattendosi in un quantitativo non banale di segfaults.

Curiosità del giorno: contrariamente a quanto molti pensino, kazako e russo sono due lingue molto diverse. Di simile condividono solo l’alfabeto: quello kazako è un superset dell’alfabeto cirillico usato dal russo. È tuttavia in corso una lenta transizione verso un alfabeto personalizzato derivante da quello latino.

4 Mi Piace

Day 6

Molti dei nostri lettori potrebbero aver già visto qualche anticipazione del contenuto di questo episodio. Ciononostante, gli autori raccomandano comunque la lettura: la giornata si potrebbe dimostrare più intrigante del previsto.

Finite tutte le prove, i prodi eroi decidono di affrontare la mattinata con più calma del solito. L’unica attività in programma è la finale della Team Challenge, per cui la prima domanda che i protagonisti si pongono è proprio se andare ad assistere o meno. Anche ITA-TL viene contattato per decidere al riguardo, tuttavia non perviene alcuna sua risposta. Perciò, gli avventurieri si incamminano verso l’autobus che li avrebbe accompagnati presso Alem.ai, struttura che ospiterà la competizione.

Giunti in loco, vengono accolti da una grande quantità di volontari (decisamente superiore a quella dei partecipanti), tra i quali tuttavia si nota l’assenza di addetti al supporto tecnico: in via del tutto straordinaria, infatti, per la competizione odierna, a fornire assistenza saranno proprio degli individui mandati direttamente da Galbot (azienda che fornisce l’hardware utilizzato per la competizione, anche se si vocifera che non sia stata l’azienda a fornire i materiali per l’estrazione delle squadre vincenti — ricordate la lotteria?). Agli italici non è ben chiaro il regolamento della gara, tuttavia notano subito la possibilità di votare per al più tre squadre. Senza farselo ripetere due volte, approfittano immediatamente dell’opportunità per mostrare supporto ai team meno apprezzati, inviando voti sulla fiducia (è infatti possibile votare per una squadra prima ancora che inizi il suo turno!). Nel giro di pochi minuti, inoltre, si rendono conto che è possibile votare un numero di volte potenzialmente illimitato se si cancellano i dati di navigazione. Già al termine del primo round, infatti, in molti si chiedono se qualche squadra ne abbia abusato.

Non risulta ancora chiaro quale possa essere l’utilità dei voti.

Poco dopo la fine del primo turno di gara, ha inizio il secondo, a quanto pare molto atteso, in quanto vede partecipare due delle squadre più votate della competizione. ITA-2, avendo già notato che il team del Porto Rico disponeva di un bacino di voti molto più ristretto rispetto a qualsiasi altro, decide di dare una mano alla squadra, portando i suoi voti totali da 8 a 13, in pari con l’Armenia.

Nel frattempo, i nostri eroi si dirigono verso dei volontari che li incuriosiscono alquanto: sono infatti a guardia di un frigo di Zigi-Zagi, dal quale i protagonisti sperano di ottenere almeno una lattina a testa. Ciascuno prende il suo gusto preferito, tranne due temerari che, vedendo molti volontari sorseggiarlo, decidono di provare una nuova variante di Zigi-Zagi, a detta dei volontari al gusto di “menta”: chi sono gli avventurosi?

  • ITA-1
  • ITA-2
  • ITA-3
  • ITA-4
0 votanti

Il misterioso gusto di Zigi-Zagi assaggiato.

Mentre la delegazione italiana gusta i propri drink, riceve un messaggio alquanto inatteso: è di ITA-TL, il quale, dimenticatosi di impostare la sveglia, è rimasto a dormire al KNUS al posto di assistere all’avvincente gara. Gara che, nel frattempo, ricomincia con il secondo round. ITA-2, guardando la leaderboard, si rende conto che la spinta data al team con meno voti non risulta essere ancora sufficiente, per cui decide di investire una quantitè non banale di tempo a votare ripetutamente la squadra, garantendole ben 42 voti complessivi, dei quali più del 75\% risulta provenire da lui.

Terminata la competizione (che vede la squadra supportata da ITA-2 ottenere il terzo posto!), i protagonisti possono finalmente ritornare al KNUS, dove li attende un breve pranzo (dove si ricongiungono con ITA-TL) prima di recarsi alla cerimonia di chiusura, addirittura anticipata di un’ora rispetto al previsto. Non risulta necessario, ormai, specificare che l’anticipo è stato compensato da un’ora e mezza di ritardo, quindi con un ritardo complessivo di mezz’ora rispetto all’orario originale (c’è da dire che comunque è meglio del solito).

Dopo aver assistito a un discorso particolarmente lungo e articolato riguardo ai problemi della gara, che tuttavia non ha fornito risposta all’unica domanda della delegazione (ovvero quanti token siano stati usati per generarli), si apre finalmente la cerimonia di premiazione, che ha inizio con… i risultati della Team Challenge? Ebbene sì, anche se — poiché erano stati sorteggiati i partecipanti — non ci sarebbe dovuta essere una premiazione per la gara, gli organizzatori decidono di cambiare idea all’ultimo secondo e di assegnare ben cinque premi, il cui significato non è ancora del tutto chiaro. Infatti, le squadre premiate sono:

  • la prima in classifica;
  • la seconda in classifica;
  • l’ottava in classifica;
  • due che non hanno partecipato, ma comunque hanno ricevuto la “menzione d’onore”.

L’unica spiegazione valida che i protagonisti riescono a trovare è che, per garantire la massima correttezza nello svolgimento della gara, i premi siano stati anch’essi assegnati a seguito di un’estrazione casuale. Terminata la premiazione del GAITE, gara basata su una versione semplificata (tramite suggerimenti) dei problemi che gli eroi hanno affrontato, arriva il grande momento. Sin dalle menzioni d’onore (anch’esse non in programma), è evidente un notevole problema logistico: i nomi dei premiati vengono mostrati su uno schermo che è parzialmente coperto, causando seri disguidi, anche tenendo in considerazione che il presentatore non li leggeva. Tutti questi disguidi, però, non hanno impedito agli italici di ottenere comunque buoni risultati (e soprattutto di vedere i propri nomi sugli schermi, missione più difficile del previsto), in particolare, medaglia d’argento per ITA-4; bronzo, invece, per ITA-{3, 2, 1}.

Ecco i prodi eroi!

Tra ritardi, problemi tecnici (tra cui leak parziale della classifica mentre i partecipanti vengono premiati) e altro, i protagonisti decidono di incamminarsi verso le proprie camere per prepararsi alla cena. Quello che non sanno, però, è che l’intero team di guide sta muovendosi per intercettare tutte le delegazioni e portarle al campo di calcio (che, nel frattempo, sta venendo irrigato). Fortunatamente vengono informati di ciò da sette diverse persone, due delle quali incontrate quando già erano di fronte al campo da calcio.

Terminate tutte le formalità, finalmente, gli eroi possono gustare una deliziosa cena, caratterizzata addirittura dalla presenza di una speciale torta per festeggiare il termine della competizione.

La caratteristica torta di chiusura.

Prima di incamminarsi verso il letto, il gruppo decide di fermarsi qualche minuto nella hall, dove nel frattempo si sta svolgendo il Farewell Party. Straordinariamente, di tutto il programma della competizione, questa è l’unica attività che non solo inizia con un ritardo trascurabile, ma finisce addirittura con un’abbondante mezz’ora di anticipo. Chi l’avrebbe mai detto che sarebbe mai successo un evento del genere?

A questo punto, il gruppo si separa: ITA-{3, 4} decidono di rientrare in camera, ITA-TL si ferma a parlare e ITA-{1, 2} restano a interagire con alcuni volontari, che manifestano tristezza al pensiero di dover abbandonare la propria maglia verde. Nel giro di una ventina di minuti, la delegazione messicana decide di riprendere da dove il party era rimasto: grazie alla loro comoda cassa wireless, i membri della delegazione messicana hanno deliziato coloro che erano rimasti nella hall con una selezione di balli di gruppo. Purtroppo, nel giro di poche canzoni questi ultimi sono costretti a spegnere la musica e lasciare libera la hall. ITA-{1, 2}, quindi, si spostano quattro passi fuori da essa, accompagnati dai volontari con cui si erano fermati a parlare poco prima. La conversazione, purtroppo, si interrompe con l’avvicinarsi del coprifuoco, per cui anche gli ultimi due membri della delegazione italiana rientrano in camera.

La serata si chiude con gli italici che cercano nelle maniere più disparate di chiudere le proprie valigie (inclusi ITA-1 e ITA-2 che, pur non avendo praticamente usato alcun capo d’abbigliamento portato da casa, hanno notato un aumento di volume non trascurabile dei loro bagagli). L’appuntamento per il giorno dopo è alle 6:45, affinché i nostri eroi possano prendere con tutta calma l’autobus messo a disposizione dall’organizzazione per i trasporti in aeroporto. Non è necessario specificare che, ovviamente, la notte si prospetta povera di sonno: i vari averi degli italici vengono finalmente sistemati alle due di notte.

Curiosità del giorno: ai vincitori della menzione d’onore nella gara individuale sono stati consegnati degli attestati sul palco. Sfortunatamente, non avendo un modo per comprendere chi fosse chi, a ogni persona che si è presentata sul palco per ritirarne uno è stato dato un attestato casuale. È stato perciò necessario creare un nuovo canale sulle piattaforme ufficiali di comunicazione al fine di redistribuire gli attestati.

Fortunatamente, imparando da quanto appena successo, durante la cerimonia non hanno consegnato gli attestati a coloro che hanno ottenuto medaglie.

3 Mi Piace

Day 7

L’esperienza kazaka giunge al termine, con una giornata che si spera non sia caratterizzata da eventi particolarmente degni di nota.

La sveglia suona alle 6:15 (orario locale), costringendo gli eroi ad alzarsi a malavoglia dai propri letti. Sono tentati di dormire “solo altri cinque minuti”, ma i loro piani vengono presto rovinati: sentono qualcuno bussare alla porta. Rassegnati al fatto che avrebbero dovuto recuperare il sonno in aereo, si avvicinano, ancora brancolando nel sonno, a scoprire chi possa essere a un simile orario. Aperta la porta, trovano ITA-TL che, anch’egli evidentemente assonnato, li avvisa che l’autobus che li avrebbe portati all’aeroporto era partito alle 6:00 (dopo che ben tre persone diverse avevano garantito il giorno prima che l’autobus non sarebbe partito prima delle 7, effettivamente senza specificare il fuso orario però). Inizio in grande stile IOAI anche questa mattina. Alla luce di questa notizia, i protagonisti decidono di recarsi all’aeroporto tramite un affidabile Yandex Go.

Il campus è particolarmente deserto al mattino.

Superati i vari controlli aeroportuali, dopo essersi fermati a comprare gli ultimi souvenir, gli avventurieri si imbarcano sul volo che li avrebbe portati a Varsavia. A bordo dell’aereo, ITA-{2, 3, 4} scoprono con grande sorpresa di essere seduti tutti insieme in prossimità di un’uscita di emergenza, fatto che garantisce loro abbondante spazio per le gambe, molto apprezzato in considerazione della durata del tragitto aereo. Appena decollati, viene offerta ai protagonisti un’abbondante colazione (che probabilmente rappresenterà il pasto più consistente della giornata). ITA-4 realizza solo dopo aver ricevuto il vassoio di non poter poggiare sia il suo computer che il cibo sul tavolino.

Inclusa una torta di mele più calda del cibo offerto durante la permanenza in Kazakistan.

Avendo ancora più di sei ore di volo da occupare, ITA-3 decide di dilettarsi nella scrittura di una soluzione per un problema molto banale (d’altronde, senza internet è difficile controllare la correttezza delle proprie submission…), ma si distrae pochi minuti dopo, vedendo ITA-4 tirare fuori il suo computer per dilettarsi in una partita a snek, gioco da lui copiato da “snake” realizzato da zero in C++, con una fantastica esperienza da terminale.

I punti rossi sono delle mele. Buona fortuna a capire dove si trova il serpente.

Non sapendo ancora cosa fare, i nostri eroi decidono quindi di dedicarsi alla stesura di un episodio del diario, attività che ben presto li fa cadere tra le braccia di Morfeo.

Una volta atterrata a Varsavia, la delegazione ha solo un obiettivo: trovare un posto per sedersi, possibilmente tra quelli con distanza minima da una presa di corrente, nel frattempo che aspetta maggiori informazioni sul gate dell’aereo per Malpensa. I cinque riescono ben presto nell’impresa, riuscendo a conquistare ben due prese e un array di oltre 5 posti a sedere contigui. L’apparente tranquillità, però, dura solo pochi minuti: il gate finalmente viene assegnato al volo e gli italici devono spostarsi dai comodi posti a sedere. Per loro fortuna, anche al gate riescono a individuare un buon angolo dove sedersi, per quanto si registri un notevole peggioramento in quanto a distanza euclidea dalla più vicina sorgente di energia.

Come ormai ogni fattore programmato in questo soggiorno kazako, anche il gate del volo di ritorno viene immancabilmente modificato pochi minuti prima della partenza. Gli eroi constatano con dispiacere che è proprio quello da cui si sono alzati per raggiungere i loro attuali posti. Ciononostante, fattisi coraggio, si mettono in cammino per l’imbarco in aereo.

Il volo prosegue senza grandi eventi. In vista dell’imminente atterraggio, ITA-4 decide di misurare le abilità del pilota tramite misurazioni con un margine di errore non trascurabile effettuate comodamente tramite i sensori integrati nel suo telefono. Sono riportati di seguito, per gli appassionati, i risultati.

Si consiglia un’accurata revisione dei dati.

Atterrati finalmente a Milano, è arrivato il momento per i protagonisti di scoprire quante valigie mancano all’appello. La risposta è zero, ma ovviamente, per lasciarli in sospeso, i loro sono stati gli ultimi bagagli consegnati.

Usciti dall’aeroporto, si dividono: ITA-{1, 4, TL} si muoveranno autonomamente verso le proprie dimore; ITA-3 dovrà aspettare qualche ora il suo autobus, mentre ITA-2 deve rientrare urgentemente in aeroporto per prendere il suo aereo, con partenza programmata a distanza di meno di un’ora (ma fortunatamente già in ritardo di tre quarti d’ora).

Finisce così l’esperienza kazaka dei nostri eroi. Per allungare il brodo soddisfare la curiosità dei lettori, inoltre, è inoltre fornita una breve lista di soluzioni ai quiz proposti all’interno del diario.

Risposte ai sondaggi

Le risposte sono fornite nell’ordine in cui sono stati proposti i sondaggi.

  • Il gate avrebbe già dovuto chiudere 5 minuti prima dell’ingresso ai controlli dei protagonisti. Fortunatamente, i ritardi tipici di questa permanenza hanno interessato anche il volo di partenza.
  • ITA-3 ha gustato lo spuntino salato.
  • Le valigie perse sono nell’intervallo [16, +∞), ancora non è ben chiaro quante ne siano state ritrovate.
  • Per la spesa x di ITA-2 vale 0% < x < 5%, fortunatamente aveva dei vestiti nello zaino.
  • ITA-1 e ITA-2 hanno “bevuto” il succo.
  • ITA-4 ha dovuto aspettare che tornasse l’acqua per farsi una doccia.
  • Lo 0%: è tutto palesemente AI slop.
  • Solo 60 minuti, sorprendentemente.
  • ITA-2 e ITA-4 assaporano lo Zigi-Zagi misterioso.

Prima di salutare, in chiusura (questa volta davvero!), proponiamo la rituale foto di gruppo.

Da sinistra a destra: KAZ-G, ITA-1, ITA-3, ITA-4, ITA-2, ITA-TL.

Curiosità del giorno: anche abitando in un posto molto più vicino a Milano e muovendosi in autobus, ITA-3 arriverà a destinazione più tardi di ITA-2, il quale deve invece prendere un ulteriore aereo e fare anche due ore di macchina (l’avvincente esperienza pugliese).

3 Mi Piace